Riforma delle professioni sanitarie: cosa prevede il DDL C.2700-A

Dalle competenze alla formazione, fino alla responsabilità professionale: le novità del testo e i passaggi ancora necessari prima che diventino legge.

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La riforma delle professioni sanitarie è arrivata all'esame dell'Aula della Camera dopo la conclusione dei lavori della Commissione Affari sociali, l'8 ottobre 2026. Il disegno di legge C.2700-A interviene su formazione, competenze, Ordini e responsabilità professionale. Ma che cosa prevede concretamente per chi lavora nella sanità?

Alla verifica del 13 ottobre il provvedimento non risultava ancora approvato definitivamente. Le disposizioni proposte non sono quindi in vigore e gran parte della riforma richiederebbe, anche dopo l'approvazione della legge, successivi decreti legislativi del Governo.

Dove siamo: le tappe dell'iter

Il disegno di legge è stato presentato alla Camera il 13 novembre 2025, su iniziativa del ministro della Salute di concerto con Giustizia, Economia, Pubblica amministrazione e Università. È un collegato alla manovra di finanza pubblica, assegnato il 2 dicembre 2025 alla XII Commissione Affari sociali in sede referente.

L'esame in Commissione è cominciato il 10 dicembre 2025. In mezzo ci sono state decine di audizioni, comprese quelle delle Federazioni degli Ordini di infermieri, ostetriche, fisioterapisti e dell'area TSRM e PSTRP, poi gli emendamenti votati tra marzo e ottobre. Il 7 ottobre è stata chiesta l'autorizzazione a riferire oralmente in Aula, con relatrice Marta Schifone; la scheda della Camera data all'8 ottobre la chiusura dell'esame. Il 13 ottobre il Comitato dei nove, che segue il testo in Aula per conto della Commissione, è convocato per esaminare gli emendamenti al C.2700-A.

Da qui in avanti servono ancora diversi passaggi:

- il voto finale della Camera; - l'esame del Senato, che può approvare lo stesso testo o modificarlo (in quel caso torna alla Camera); - la promulgazione e la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale; - per gli articoli di delega, i decreti legislativi del Governo, con i pareri parlamentari previsti.

Come è fatto il testo

Il C.2700-A conta 11 articoli divisi in tre Capi. Il Capo I (articoli 1-6) è la delega sulle professioni sanitarie. Il Capo II (articoli 7-9) contiene norme sulla responsabilità professionale, che invece si applicherebbero direttamente con l'entrata in vigore della legge. Il Capo III (articoli 10-11) chiude con le disposizioni finanziarie e la clausola per le autonomie speciali.

Una correzione rispetto alla versione precedente di questo articolo. Il termine per esercitare la delega non è una data fissa: secondo l'articolo 1 del testo della Commissione, il Governo ha sei mesi dall'entrata in vigore della futura legge per adottare i decreti. Il termine slitta di tre mesi se il parere parlamentare sugli schemi di decreto scade nei trenta giorni che precedono la scadenza, o dopo. Entro diciotto mesi da ciascun decreto sono possibili correttivi.

Articolo 3: personale del Servizio sanitario

È l'articolo che riguarda più da vicino chi lavora in ospedale e sul territorio. I criteri di delega toccano forme di lavoro flessibile nel SSN per i medici in formazione specialistica, tempi di permanenza minima nelle strutture delle aree disagiate (isole minori comprese), la semplificazione delle attività amministrative e l'accesso dei professionisti ai dati sanitari del paziente.

Ci sono anche la sicurezza degli operatori, alcuni criteri premiali e di riconoscimento, la pianificazione dei posti di formazione per tutte le professioni sanitarie. Un capitolo riguarda chi lavora in Italia con un riconoscimento regionale temporaneo del titolo estero, in deroga alla disciplina ordinaria: la delega prevede condizioni per questo esercizio. Un altro, il riordino delle specializzazioni della professione di psicologo.

Sono indirizzi, non misure. Il testo dice al Governo su cosa intervenire. Come, con quali risorse e in che tempi lo stabiliranno i decreti, entro i limiti finanziari indicati dalla stessa legge.

Articolo 4: competenze, formazione continua, intelligenza artificiale

L'articolo 4 riguarda la valorizzazione delle competenze. Prevede di aggiornare la formazione continua in medicina rispetto ai nuovi bisogni di salute e di rivedere i criteri della formazione manageriale nel SSN. Propone un sistema nazionale di certificazione delle competenze specifico per la sanità, che valorizzi l'esperienza maturata.

Sull'intelligenza artificiale e sulla digitalizzazione della sanità pubblica il testo indica obiettivi formativi e organizzativi, senza definire quali strumenti siano ammessi o chi ne risponda. Compaiono anche l'approccio One Health, che considera insieme salute umana, animale e ambientale, e la collaborazione interdisciplinare per promuovere l'esercizio fisico strutturato.

Due punti interessano categorie precise. Per gli infermieri, la delega chiede di promuovere un linguaggio standardizzato infermieristico capace di integrare le informazioni nel Fascicolo sanitario elettronico. Per le figure ausiliarie delle professioni sanitarie, il testo parla di razionalizzare e aggiornare la disciplina "fermo restando il loro inquadramento secondo la normativa vigente".

Articolo 5: formazione specialistica

Il criterio di delega riguarda la formazione sanitaria specialistica, con particolare riferimento alla medicina generale e alle professioni di chimico, odontoiatra, biologo, psicologo e ostetrica. Per le ostetriche è un riferimento esplicito, ma il testo non istituisce scuole, titoli o percorsi: rinvia ai decreti. Lo stesso vale per gli altri profili citati.

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