Perché non esiste un tariffario nazionale, quali fattori spostano il prezzo e cosa chiedere prima di prenotare
La domanda arriva quasi sempre nello stesso momento: dimissione vicina, dubbi sull'allattamento, nessuna idea di quanto possa costare una visita a casa. Un prezzo di riferimento valido per tutta Italia non esiste.
Le tariffe minime obbligatorie delle professioni sono state abrogate dal decreto legge 1/2012. Da allora il compenso è concordato tra professionista e cliente e deve essere reso noto in anticipo, per iscritto se richiesto. Per le ostetriche libere professioniste questo significa che ogni studio determina i propri prezzi, con differenze reali tra città grandi e aree interne, e tra prestazioni singole e percorsi.
Ogni cifra che circola online come "tariffa standard" va quindi letta per quello che è: una media indicativa raccolta su un campione non rappresentativo, non un valore ufficiale.
Alcuni fattori ricorrono in quasi tutti i preventivi.
La durata e il luogo: una visita a domicilio include lo spostamento e dura più di un consulto in studio. La complessità: un allattamento con ragadi e calo di peso richiede più incontri di un controllo di routine. Il formato: una singola visita costa meno di un pacchetto, ma il pacchetto spesso include la reperibilità telefonica tra un incontro e l'altro. La fascia oraria, perché serale e festivo sono di norma tariffati a parte. Il territorio: nelle grandi città i prezzi sono mediamente più alti, ma nelle aree con poche professioniste pesano i chilometri.
Incide anche il materiale usato durante la visita.
Un preventivo leggibile risponde a cinque domande: quanto dura la visita, cosa comprende, quanto costa lo spostamento, se la reperibilità telefonica è inclusa, cosa succede se servono incontri aggiuntivi. Vale la pena chiedere anche se viene emessa fattura e se la prestazione rientra tra quelle detraibili: le spese sanitarie rese da professionisti sanitari abilitati possono essere portate in detrazione secondo le regole dell'Agenzia delle Entrate, che richiedono pagamento tracciabile salvo le eccezioni previste.
Molte aziende sanitarie offrono gratuitamente il colloquio in consultorio, i corsi di accompagnamento alla nascita e, in diverse regioni, una o più visite domiciliari nel puerperio. La copertura varia sensibilmente da territorio a territorio. Una telefonata al consultorio di zona chiarisce cosa è disponibile e con quali attese. A volte basta quella.
Sulla pagina dedicata alle ostetriche puoi vedere i profili delle professioniste registrate e le prestazioni che dichiarano, tra cui l'assistenza post-partum a domicilio e la consulenza per l'allattamento. Il compenso resta da concordare direttamente con la professionista, che è l'unica a poterlo indicare per il caso concreto. Per capire invece quali attività l'ostetrica svolge in autonomia, c'è la scheda su cosa fa l'ostetrica.
- Decreto legge 24 gennaio 2012, n. 1, art. 9: abrogazione delle tariffe professionali - Agenzia delle Entrate: Detrazioni per spese sanitarie - Ministero della Salute: Consultori familiari
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