L'infermiere può registrare il tracciato, ma il referto spetta al medico: come funziona la telerefertazione e cosa chiedere prima di prenotare.
L'elettrocardiogramma è uno degli esami più semplici da portare a casa. L'apparecchio è piccolo, l'esame dura pochi minuti e non richiede aghi. La parte che molti non conoscono è un'altra: chi applica gli elettrodi e registra il tracciato non è necessariamente chi poi lo legge e scrive il referto. Capire questa differenza aiuta a scegliere il servizio giusto e a sapere cosa aspettarsi.
L'ECG registra l'attività elettrica del cuore attraverso elettrodi posizionati sul torace, sui polsi e sulle caviglie. L'esame standard è quello a 12 derivazioni. Il paziente resta sdraiato, fermo e rilassato, mentre l'apparecchio traccia il ritmo per qualche decina di secondi.
Il risultato è un tracciato. Da solo non dice nulla al paziente: diventa informazione clinica quando un medico lo interpreta, tenendo conto dei sintomi, della storia della persona e degli eventuali ECG precedenti.
L'esecuzione tecnica dell'esame rientra nelle attività che può svolgere l'infermiere, nell'ambito delle competenze definite dal profilo professionale (D.M. 739/1994), dalla formazione e dal codice deontologico. La Legge 42/1999 ha superato il mansionario e oggi l'ambito di attività si ricava da questi riferimenti, non da un elenco chiuso di atti. A domicilio l'ECG può essere eseguito anche da un medico, di solito un cardiologo, che in quel caso registra e legge il tracciato nella stessa visita.
Eseguire bene un ECG non è un dettaglio. Il posizionamento corretto degli elettrodi, la preparazione della pelle, l'eliminazione delle interferenze e il riconoscimento di un tracciato di qualità scarsa incidono direttamente sull'affidabilità dell'esame.
L'interpretazione del tracciato e la refertazione sono atti medici. Fare una diagnosi a partire dall'ECG spetta al medico, in genere al cardiologo o al medico che ha in carico il paziente. L'infermiere che esegue l'esame non formula diagnosi.
Per questo molti servizi di ECG a domicilio funzionano in due tempi. Il professionista registra il tracciato a casa e lo trasmette per via telematica a un cardiologo, che lo legge a distanza e restituisce il referto. È una forma di telemedicina: le indicazioni nazionali approvate in Conferenza Stato-Regioni nel dicembre 2020 includono la telerefertazione tra le prestazioni che si possono erogare a distanza, con regole su sicurezza dei dati e responsabilità. Un modello simile esiste anche nelle farmacie che offrono l'ECG con telecardiologia, previsto dalla normativa sulla farmacia dei servizi (D.Lgs. 153/2009).
Quando prenotate, chiedete in modo esplicito se il referto è compreso, chi lo firma e in quanto tempo arriva. Un tracciato senza referto medico è poco utile, soprattutto se va presentato a un altro specialista o prima di un intervento.
L'ECG si fa perché lo chiede un medico, per esempio nel controllo periodico di una persona con una malattia cardiaca, prima di un intervento o di una procedura, quando si inizia o si modifica una terapia che può influire sul ritmo cardiaco, oppure per un certificato che lo prevede. Il domicilio diventa un'opzione concreta quando la persona fa fatica a spostarsi: anziani fragili, pazienti allettati, persone da poco dimesse dall'ospedale.
Se l'esame va fatto con il Servizio sanitario nazionale serve la prescrizione del medico, e le modalità per ottenerlo a domicilio dipendono dalla propria ASL e dalle cure domiciliari eventualmente attive. Privatamente il servizio si prenota in modo diretto, ma resta buona norma avere l'indicazione del medico che dovrà poi valutare il risultato.
Un ECG a domicilio si programma. Non è il servizio da chiamare se in quel momento c'è dolore al petto, mancanza di fiato improvvisa, svenimento o palpitazioni forti con malessere. In questi casi il numero è il 112 o il 118, a seconda della Regione. Attendere un appuntamento per registrare un tracciato può far perdere tempo prezioso.
Allo stesso modo, un referto normale non esclude ogni problema cardiaco. Alcune aritmie compaiono solo a tratti e richiedono esami diversi, come l'Holter, decisi dal medico.
Basta poco. Il documento e la tessera sanitaria, la richiesta del medico se c'è, eventuali ECG precedenti da confrontare e l'elenco dei farmaci assunti. La persona dovrebbe indossare abiti che permettano di scoprire facilmente torace, polsi e caviglie. Creme e oli sulla pelle possono ostacolare l'aderenza degli elettrodi, quindi meglio evitarli quel giorno.
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