Nuova figura recepita con DPCM nel 2025: servono qualifica OSS, 24 mesi di esperienza e un corso di almeno 500 ore. Non è l'assistente sanitario.
Chi cerca "assistente infermiere" spesso trova informazioni sull'assistente sanitario, che è un'altra professione con una laurea diversa. L'assistente infermiere è invece una figura nuova, nata nel 2024, a cui si arriva partendo dalla qualifica di OSS. Ecco cosa prevedono i testi ufficiali e cosa resta ancora da definire nelle singole Regioni.
Il profilo è stato istituito con l'Accordo Stato-Regioni del 3 ottobre 2024 (Rep. atti n. 176/CSR), modificato il 18 dicembre 2024 per la parte relativa alla copertura finanziaria. Il DPCM 28 febbraio 2025, pubblicato in Gazzetta Ufficiale il 21 giugno 2025, lo ha recepito.
L'assistente infermiere è un operatore di interesse sanitario ai sensi della Legge 43/2006. Non è una professione sanitaria. Niente albo, quindi: resta una figura dell'area sociosanitaria, come l'OSS da cui deriva.
Secondo l'Accordo, nei contesti in cui l'organizzazione lo prevede, l'assistente infermiere collabora con gli infermieri svolgendo le attività sanitarie indicate nel provvedimento, oltre a quelle proprie dell'OSS. Lavora secondo le indicazioni dell'infermiere, in base alla gravità clinica della persona assistita e all'organizzazione del servizio, ed è responsabile della correttezza di ciò che fa.
Due punti vanno chiariti. Non sostituisce l'infermiere, che resta il responsabile dell'assistenza infermieristica. E non basta avere la qualifica perché cambino le proprie attività: serve che la struttura abbia previsto questa figura nel team.
Tra le aree di formazione del corso ci sono, per esempio, la rilevazione del dolore e le cure di fine vita, e la preparazione e assunzione delle prescrizioni terapeutiche. Il dettaglio delle competenze è nell'allegato dell'Accordo, che conviene leggere direttamente prima di iscriversi.
L'articolo 6 dell'Accordo chiede la qualifica di OSS, o un titolo equipollente, e almeno 24 mesi di esperienza come OSS. Serve anche il diploma di scuola secondaria di secondo grado di durata quinquennale. Vale anche un titolo estero di pari livello, accompagnato dalla dichiarazione di valore.
Chi non ha il diploma quinquennale può accedere in deroga se ha cinque anni di esperienza come OSS negli ultimi otto. In questo caso è previsto un modulo propedeutico aggiuntivo di almeno 100 ore su logica, matematica, comprensione del testo e basi scientifiche.
Il corso dura almeno 500 ore, distribuite in un periodo compreso tra 6 e 12 mesi. La parte più pesante è il tirocinio, con almeno 280 ore. Le lezioni teoriche sono almeno 200, le esercitazioni e simulazioni almeno 20.
La frequenza è obbligatoria. Le assenze non possono superare il limite fissato dalla Regione, comunque non oltre il 10% delle ore. Il tirocinio è seguito da infermieri che fanno da guida nelle strutture. Chi lavora già in contesti sanitari o sociosanitari può svolgere lì una parte del tirocinio, fino al 30% del monte ore, se le condizioni previste sono rispettate.
I corsi li programmano e li autorizzano le Regioni in base al fabbisogno. Per sapere se e quando partono nella tua zona bisogna seguire i bandi regionali della formazione professionale.
Il CCNL del Comparto Sanità 2022-2024, firmato il 27 ottobre 2025, colloca l'assistente infermiere nell'area degli assistenti, ruolo sociosanitario. L'OSS resta nell'area degli operatori. Il contratto precisa che il profilo diventa operativo con il recepimento dell'Accordo tramite DPCM, passaggio che è avvenuto nel 2025.
Nel privato l'inquadramento dipende dal contratto collettivo applicato, e molti CCNL potrebbero non aver ancora previsto una voce specifica. Chi riceve un'offerta come assistente infermiere dovrebbe verificare nella lettera di assunzione livello e contratto di riferimento. Sui contratti degli OSS nel pubblico, nelle RSA e nelle cooperative trovi le differenze principali.
Il corso costa tempo. Spesso anche denaro. Prima di iscriversi conviene chiedere all'ente di formazione se il corso è autorizzato dalla Regione e rilascia l'attestato previsto dall'Accordo, e alla propria struttura se ha intenzione di inserire questa figura nei turni.
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